sabato 13 giugno 2020

la creatura



alzandosi da letto come un automa del tutto simile al protagonista del sogno in cui gli sembrava ancora di vivere, ma con il cervello appena un poco più sveglio e reattivo, la prima cosa che gli venne di fare fu un check up sulle sue condizioni fisiche dopo la serata precedente passata a folleggiare in compagnia di... tre, no, quattro fondi di bottiglie provenienti da altrettanti continenti: vodka, rum, gin e un disgustoso liquore al kiwi, un souvenir della nuova zelanda visitata almeno dieci anni prima.
purtroppo neanche i fumi dell'alcol riuscirono a confonderlo al punto di fargli credere che la realtà scritta sul referto fosse un incubo da cui risvegliarsi sollevati.
aveva preferito tacere, soprattutto a se stesso, che l'ordine delle cose così come si era abituato a immaginare fosse un'illusione capace di distruggerne il futuro dopo avere raso al suolo le fondamenta del suo rapporto con Martina.
avevano provato a lungo e quando finalmente era rimasta incinta, si era educato a diventare padre convinto e capace.
poi un disturbo urologico, la visita dall'andrologo, gli esami, la terapia e la guarigione, punto.
così Primo se la stava raccontando, se l'era raccontata e voleva raccontarsela per sempre, punto.
ma il tarlo lasciato indisturbato lavora meglio e rode, rode, rode e rode fino a quando si rovescia sulla schiena, ritrae le zampe e muore. 
fino ad allora scava e scava infinite gallerie che finiscono in altrettanti meandri rimasti sepolti e inesplorati nel profondo di quell'essere che abbiamo dentro e che è capace solo di dire: 'sono innocente, sono inconscio, io non c'ero e se c'ero sognavo'.
per mesi aveva invocato santi e dei di cui disconosceva l'esistenza e poi ringraziati di cuore per l'avvento di quella creatura che poco a poco era arrivato a sentire e accettare come il proprio braccio, un rene o il fegato sono parti di noi.
il suo amore per la compagna si era arricchito rendendo il rapporto ancora più saldo, accrescendo gli aspetti di reciprocità e migliorando in toto ogni aspetto della loro vita di coppia che solo un folle avrebbe potuto pensare di buttare per aria.
per cosa, poi?
per un piccolo spermatozoo estraneo?
per un tradimento a fin di bene?
perché, ne era certo, di quello si era trattato.
punto.
'i figli sono di chi li cresce' glielo diceva sempre colei che lo aveva accolto, educato e visto diventare l'uomo che era diventato nonostante l'assenza dei genitori biologici.

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