Visualizzazione post con etichetta linea di confine. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta linea di confine. Mostra tutti i post

venerdì 24 giugno 2011

Pensiericosì



[Pensalacosì.]



Vivevi in una societa' dove il piacere, le soddisfazioni, il benessere ne erano la mèta.


Poi pero' capitava a volte che non trovavi, assieme a quelle cose, che 'dolore' per te e gli altri. Non ci sono risposte a queste cose, succede e basta. E ci stavi male. Ci sprofondavi dentro.
Quella sorta di sottile disagio tale da recarti sconforto sino a desiderarne la fuga. Ogni via di fuga.


Quando pero' andavi incontro... a quella via di fuga, tornavi a desiderare le cose.
 E desiderare gli altri.
Avresti quasi voluto forse il loro aiuto.

Ma la solitudine stessa, in cui credevi di trovar liberta', ti ha stroncato.Facendoti sparire nella nebbia.

Questo, perchè tutti ti amavano.
Tutti avevano cura di te.

Non avevi che da esprimere desideri, ché ti avrebbero accontentato!



Ma.

Sentendoti un peso in piu',
ti avrebbero reso ancor piu' infelice.

[. . .]












L'  Aviatrice


giovedì 23 giugno 2011

Mezzacosta a Mezzogiorno.


Non riesco a pensare a comando.

Virtuale appuntamento empatico col pensiero di tanti.

Ore 12:00 … cosa scrivo?

Bisognerebbe saper aspettare (parole di Teti!).

La vita è tutta un caso e i pensieri seguono la casualità della vita di ognuno.

Nessun racconto banale, né noiosi elenchi delle cose fatte a mezzogiorno.

Perché a mezzogiorno, mentre ero alla posta, ho avuto un solo un pensiero.

Siamo tutti chiusi, stretti tra le nostre stesse braccia.

Ognuno nel proprio piccolo mondo, fatto di ripicche, di sospetti, di assurdi principi,

di parole solo pensate, di oggetti mai usati, di stanze ben arredate e tavole imbandite,

di recinti che delimitano il proprio giardino e di sassi buttati lì ad indicare che nessuno può oltrepassare quella linea...quale linea?

Ognuno chiuso nella propria convinzione di essere giusto e di essere vero.

Urlare i propri pensieri, regalare ciò che non serve, riempire le stanze e far sedere gente allegra sulla tavola imbandita.

Aprire quelle braccia forti e smetterla di gettare parole al vento che ricadono pesanti come fango.

Questo mi è venuto in mente a mezzogiorno, ma non chiedetemi perché...diventerebbe un racconto banale e un elenco noioso delle cose che ho fatto.

Diventerebbe la mia vita.

Paola