
Un paio di foto: una bambina a Jenin in Palestina e una bambina a Mitrovica
in Kosovo. Foto fatte durante due recenti viaggi umanitari. Perché le foto ?
Perché in questi giorni di guerre dichiarate, non dichiarate, taciute,
gridate, reclamate, vantate trovo sia giusto dedicare un pensiero a quello
che poi sono e saranno le vittime finali dei 'giochi di potere" dei grandi,
giochi a cui loro rinuncerebbero volentieri per altri giochi, quelli veri.
Guardare (guardate) gli occhi di queste bambine, aver ascoltato la loro
storia fa parte di ricordi difficili da dimenticare. Ricordi che a volte
agitano le mie notti soprattutto per l'impotenza di non aver fatto o di aver
fatto troppo poco per impedire quello che accade ogni giorno. Effetti
collaterali del nostro modo di vivere.
Dieci mila bambini muoiono su una mina ogni anno, 2 milioni di bambini uccisi in
dieci anni di guerre, 6 milioni di mutilati, 10 milioni quelli traumatizzati.
"Quelle différence est-ce qu'il fait-il aux morts, les orphelins et le sans
-abri, si la destruction folle est travaillé sous le nom du totalitarisme ou
du nom saint de la liberté ou de la démocratie ?"
(Mahatma Gandhi)