Visualizzazione post con etichetta bambini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bambini. Mostra tutti i post

lunedì 28 gennaio 2013

Il giardiniere spagnolo - Archibald Joseph Cronin

Al centro del romanzo un console, uomo disperatamente rigido e formale. Padre di un figlio malaticcio e solo. Per l'uomo, che sa nutrire solo sentimenti perversi di gelosia e rancore, è intollerabile che il ragazzino possa provare affetto per chiunque altro. Specialmente per un umile giardiniere spagnolo. Nicholas, il figlio, allontanato da sua madre e costretto alla severa ed asfissiante presenza paterna, gode di una sensibilità notevole ma è anche vittima di fragilità mai guarite. Il giardiniere diviene suo amico, ma un padre tanto austero, vittima della sua stessa ottusità, è capace di condurre alla distruzione ogni forma di amore.

mia_euridice

martedì 8 gennaio 2013

I giorni dell'abbandono - Elena Ferrante

Siete donne sole? Vostro marito quarantenne vi ha appena abbandonate, dopo anni di vita matrimoniale, per mettersi con una ragazzina? Avete un paio di figlioli, un cane e nemmeno un lavoro? Adorate crogiolarvi nel vostro strazio e non vedete l'ora di ritrovare per iscritto le stesse identiche parolacce che vi siete ripetute da quando lui, il fetente, vi ha mollate? Allora questo è il libro che fa per voi. Non dice nulla che non si sappia già. Non prova nemmeno ad andare in profondità: la sua banalità è quasi rassicurante. Salverei la scrittura. Ma la Ferrante dovrebbe trovare storie migliori.

mia_euridice

martedì 3 gennaio 2012

I pesci non chiudono gli occhi – Erri De Luca

De Luca ricorda la sua età bambina. Dieci anni sono un confine a dieci anni, diventano un fagotto di memorie minuscole e tenerissime quando li ricordi a sessant'anni. C'è l'estate del mare di Napoli e una madre che sceglie di non approdare oltreoceano a seguire un padre perso di vista. Il guscio del corpo infantile non coincide con la persona che lo porta addosso. Va offerto ai pugni di un paio di bulli per farlo (tra)mutare e per ubbidienza. Il primo bacio di un “amore pulcino” serve a coronamento, non stona. De Luca scrive e mi incatena alle righe.

mia_euridice

mercoledì 8 giugno 2011

Nel mare ci sono i coccodrilli - Fabio Geda


Enaiatollah è un ragazzino afgano. Un hazara: etnia d'origine mongola considerata inferiore. Suo padre viene ucciso. Sua madre lo conduce in Pakistan e decide di lasciarlo facendosi promettere che avrebbe fatto di tutto per diventare un uomo per bene. Così inizia l'avventura drammatica e nel contempo straordinaria di Enaiatollah. Un viaggio lungo tanti chilometri e tanto tempo che lo conduce a sfiorare la morte, a conoscere la fame, la solitudine, la violenza. Iran, Turchia, Grecia ed infine l'Italia, raggiunta per caso come clandestino stipato in un camion. Una storia che somiglia a quella di tanti altri immigrati, qui meravigliosamente narrata.

mia_euridice

mercoledì 23 marzo 2011

Bambini



Un paio di foto: una bambina a Jenin in Palestina e una bambina a Mitrovica

in Kosovo. Foto fatte durante due recenti viaggi umanitari. Perché le foto ?

Perché in questi giorni di guerre dichiarate, non dichiarate, taciute,

gridate, reclamate, vantate trovo sia giusto dedicare un pensiero a quello

che poi sono e saranno le vittime finali dei 'giochi di potere" dei grandi,

giochi a cui loro rinuncerebbero volentieri per altri giochi, quelli veri.

Guardare (guardate) gli occhi di queste bambine, aver ascoltato la loro

storia fa parte di ricordi difficili da dimenticare. Ricordi che a volte

agitano le mie notti soprattutto per l'impotenza di non aver fatto o di aver

fatto troppo poco per impedire quello che accade ogni giorno. Effetti

collaterali del nostro modo di vivere.

Dieci mila bambini muoiono su una mina ogni anno, 2 milioni di bambini uccisi in

dieci anni di guerre, 6 milioni di mutilati, 10 milioni quelli traumatizzati.

"Quelle différence est-ce qu'il fait-il aux morts, les orphelins et le sans

-abri, si la destruction folle est travaillé sous le nom du totalitarisme ou

du nom saint de la liberté ou de la démocratie ?"
(Mahatma Gandhi)