è (stato) uno spazio libero aperto a tutti coloro desiderano esprimere o esternare argomenti che per la loro natura si discostano dai contenuti dei loro blog o per chi non ha un proprio blog ma ritiene interessante l'ipotesi di poter ricercare nuovi lessici idonei a dialogare su piani paralleli e ancora sconosciuti__ continua a leggere
È come se avessi aperto all'improvviso le mani e tutte le caramelle e tutte le dolcezze fossero cadute spargendosi sulla terra, lontano da me. È come se i fiumi di acqua colorata ora scorressero così distanti da non poterne più ascoltare i canti.
Grandinano raggi di sole, accecano i miei occhi e sorrido. Non ho più bisogno di guardare per vedere. E a occhi chiusi vedo tutta la sofferenza che mi circonda, nascosta dietro a sorrisi di pietra. Vite celate dietro a bottiglie vuote, il contenuto usato come sedativo per il soffocare non sopportato. Graffi sulla pelle coperta da tessuti preziosi e scintillanti. Bocche spalancate sul nulla in urli silenziosi, e la disperazione dell'immobilità. Mi fermo io, mi fermo davanti a me stessa, quella me stessa di 30 anni fa. Io guardo una fotografia dai colori ormai sbiaditi, e accarezzo il viso di quella bambina sorridente, sorriso inconsapevole, abbracciata a quella Donna infinitae dall'anima morbida... Vorrei imparare anche io a soffocare le mie urla.
Esonda piano, verso il tepore dirige lo sguardo. Carezzo la pelle tenera e calda, mentre un piccolo sorriso sfiora gli angoli della mia bocca.. Serro delicatamente le palpebre a coprire il bulbo, e guardo dentro di me, tutto il mio mondo è lì,lì fra quelle quattro righe che mi compongono, disarticolate, e scomposte come fossero arti senza giunture.Esonda piano ilo pensiero, e io rimango a occhi chiusi, per seguirlo dentro di me...
E continuo a respirare aria che non è più mia, solo qualche ora ancora, il torace si gonfia seguendo i polmoni, e chiudo gl'occhi per non addormentarmi. Traccio una linea immaginaria, il confine, il limite che non ho mai avuto, perché ora non solo ci sono limiti, ma barriere alte, insormontabili. Mi chiuderò questa volta a quello sguardo che sa solo ferire, per aprirmi a me stessa e a chi vorrà Vedere davvero chi sono io. Deciderò di amarmi e farmi amare, deciderò di tendere una mano, quella che non era più mia. Io non sarò più solo Nero...
E attutisco i suoni provenienti dall'esterno, rallento il passo e fisso il mio cammino senza vederne i contorni in modo definito, ma intanto, seppur lenti, muovo i nuovi passi in avanti, per tentare di capire cosa mi aspetta. Ho timore della mia paura, ma questa volta non mi fermerò, è tempo di rinnovare colori e forme. Buongiorno a tutti, io sono E.