L'incubo non è nella morte, ma nel morire cui ci condannano - Il maratoneta. Luigi Coscioni
è (stato) uno spazio libero aperto a tutti coloro desiderano esprimere o esternare argomenti che per la loro natura si discostano dai contenuti dei loro blog o per chi non ha un proprio blog ma ritiene interessante l'ipotesi di poter ricercare nuovi lessici idonei a dialogare su piani paralleli e ancora sconosciuti__ continua a leggere
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sabato 17 marzo 2012
invito a cena
Cosa consiglia? Trip da fissazioni e curiosità con catapulta all'indietro per iniziare, a seguire musica ed immagini da compenetrare, sezionare e divorare… Ma fornisce anche fuoco? Certo, portiamo al tavolo una pietra filosofale ollare e refrattaria alla trama. Serviamo poi su un letto di verde coscienza una fonduta di oniriche tensioni; scioglievoli e arrendevoli si consegneranno senza condizioni di resa. Per intervallare e rinfrescare un etereo e fluttuante riverbero. Se gradiste ci sarebbe anche una sontuosa grigliata di eccezioni lacustri che fino a pochi minuti prima sguazzavano a caso senza seguire uno schema rigido e una rotta precisa. I flussi che liquideranno la digestione e quelli che inebrieranno il mondo surreale in cui sarete proiettati e reiterati sono serviti a temperatura d'immersione. Ad addolcire un suadente e diplomatico turbinio di domande e ricordi. Per chiudere aromatica danza folleggiante con accompagnamento di tempestoso coro e ammazzacanto delirante che vi inonderà e vi condurrà al grande sogno unico. Titoli, niente sottotitoli e applausi. Non disperate sarà il filmino più breve nella storia degli odiosi reportage di vita, morte e miracoli… gli epigoni esploreranno la terra straniera senza rimpianto. Ciò che brucia ritorna presto alla terra, materiale, immateriale, spirito.
domenica 25 settembre 2011
Con l'Anima in mano (non sono io, che sono notoriamente brutta e senz'anima:)
L'Anima inconscia è una creatura senza rapporti, un essere autoerotico la cui unica mira è prendere possesso di tutto l'individuo… Ora fata ora strega, ora santa ora prostituta… Anima possiede anche legami "occulti" con i "misteri"… essendo fuori dal tempo, è praticamente immortale… l'Anima appartiene a un altro ordine di cose.
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Tutto il post è liberamente tratto da Anima di James Hillman sullo spunto del parallelo Astronautaperduto. Di mio ci metto, oltre alla selezione dei brani, il fatto che rileggendo questo libro a distanza di anni e in diverse condizioni di vita ho trovato dei motivi plausibili al perchè le mie relazioni con l'altro sesso diventino sempre contorti grovigli che finiscono in una sorta di magma tale per cui io sia vista come un essere del tutto privo di fragilità e sensibilità personali a favore di una visione di me che è una via di mezzo tra una traghettatrice e una guida.
riconosco che mi piace sporcarmi le mani e metto volentieri il becco nell'inconscio altrui, ma una volta avrei avuto piacere di essere minimamente corrisposta e che qualcuno si prendesse anche momentaneamente cura di me!
pazienza, ormai è andata. Buona lettura!
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L'Anima… è l'"energia di ciò che è presente e torbido"; si abbarbica al cuore corporeo, carnale. I suoi effetti sono "desideri sensuali e impeti di collera". "Chi al risveglio è di umore tetro e bisbetico… è incatenato all'Anima"
… quando l'Anima perde il suo potere demonico di complesso autonomo… è depotenziata… non è più l'anima "Signora", bensì una funzione psicologica di natura intuitiva, qualcosa di simile a quello che intendono i primitivi quando dicono: "E' andato nella foresta a parlare con gli spiriti", oppure: "Il mio serpente mi ha parlato"…
… a un livello inferiore l'Anima è una caratteristica dell'Eros femminile… Eros è intreccio di trame… Eros è relazione.
Insieme (Anima e Animus) formano una coppia divina la divina sizigia… Il motivo della sizigia… è espressione del fatto che a un elemento maschile si trova sempre abbinato un elemento femminile.
(per Richard White) l'Anima umana è "androgina", "perché le fanciulle hanno un'anima maschile e gli uomini un'anima femminile"… (E) aggiunge… che l'anima viene chiamata la "vecchia"…
Anima: la seduttrice affascinante, possessiva, mutevole e sentimentale che è nell'uomo.
Anima porta con sè la nostra morte: la nostra morte abita nell'anima. Ancora una volta, connotazioni, come queste sono lontane da ogni idea dell'Anima come principio dell'eros, specialmente oggi che eros è giunto a significare (e non solo ad opera di Freud) la libido, l'impulso di vita contrapposto alla morte.
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La coscienza improntata ad Anima promuove un mimetismo protettivo, l'attaccamento a qualcos'altro o qualcun altro al quale fa da eco, in complicità con l'Ombra, o come guida del Sè.
Anima è il partner che riflette; è lei che introduce il momento della riflessione nel mezzo di ciò che è dato per natura. Avvertiamo questo momento di riflessione nelle emozioni contrastanti costellate dai fenomeni Anima: la fascinazione unita al pericolo, il reverente timore unito al desiderio, la sottomissione ad essa come destino unita alla diffidenza, l'intensa consapevolezza che in quella direzione sta la mia vita ma anche la mia morte.
Pertanto i rapporti sotto il dominio di Anima manifesteranno paradossi in cui si alternano di continuo desiderio struggente e trepida paura, impegno e capricciosità, fede e dubbio, e inoltre quell'intenso senso di pregnanza personale che è dovuto alla forza dell'anima immaginale in genere. L'altra caratteristica da sottolineare in questo contesto, accanto ai paradossi emotivi e a una ipertrofica importanza, è la misteriosa autonomia, la fondamentale inconscietà, della relazione governata da Anima, in quanto tale relazione ne riflette la funzione di ponte verso tutto ciò che è ignoto.
Anima come funzione di relazione è ben lontana da ciò che si intende per legame. Sembra anzi strano che la si sia mai potuta considerare come qualcosa che favorisce i rapporti umani. Essa produce umori, distorsioni, illusioni, che servono il legame umano solo dove le persone interessate condividano il medesimo umore o la medesima fantasia.
Se vogliamo "entrare in rapporto" allora va de retro anima! Niente più di un Anima perturba l'accuratezza del sentimento tra due persone anche quando in un rapporto entrano le sue forme considerate più elevate: Diotima, Afrodite_Urania, Maria, Sofia, subito si crea una atmosfera regale che opprime, e sul suo ruolo di psicopompo si stende l'ombra della pomposità psichica.
L'anima è bipolare e può quindi apparire ora positiva ora negativa, ora giovane ora vecchia, ora madre ora fanciulla, ora fata ora strega, ora santa ora prostituta.
I giudizi e i lampi d'intuizione trasmessi per attività inconscia sono spesso attribuiti a una figura femminile archetipica, l'Anima o la madre amata. Sembra allora che l'ispirazione sia provenuta dalla madre o dall'amata, dalla "femme inspiratrice". E nei suoi seminari in inglese, parlando a un altro livello della medesima attività mentale inconscia, la definisce "natural mine", mente naturale, dove noi non pensiamo, bensì siamo pensati; e sostiene che questa mente naturale è prerogativa esclusivamente femminile.
Esistono certi tipi di donne che sembrano create dalla natura per attirare le proiezioni dell'Anima; anzi, si potrebbe quasi parlare di un ben preciso "tipo Anima" (1). Parte indispensabile della loro dotazione è il carattere "sfinge" e inoltre un che di ambiguo, una provocante inafferrabilità… un'indefinitezza che sembra piena di promesse, come il silenzio eloquente di una Gioconda.
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(1) Jung dice che queste donne sono le più adatte a svolgere il ruolo dell'Anima appunto perchè, personalmente, sono vuote. Come tali, esse intercettano le proiezioni degli uomini, le riflettono e le imitano; in altre parole, la donna che sta dentro l'uomo viene trasformata in realtà vivente da un tipo Anima. E gli uomini possono trascorrere ore, anni, nel nulla, con un "tipo Anima" tutto appariscenza e cicaleccio inconsistente. Sette anni passò Ulisse nel cavernoso vuoto di Calipso. Perchè? A che scopo? Per edonismo? Per calarsi nella carnalità? O per salvare e trasformare la donna, come Orfeo, che vuole riportare Euridice alla luce supera? Diciamo piuttosto che questo "tipo Anima" ci pone di fronte la condizione archetipica di un'anima immersa in un sopore ninfatico, nè addormentata nè desta, nè autonomamente virginale nè fedelmente congiunta, un'anima perduta e vuota, una tabula rasa.
(...) Donne di questo genere le chiamiamo tipi Anima e le ricolleghiamo all'antica figura dell'etera; ma a causa della teoria (le donne non hanno l'Anima), poniamo l'assunto che l'archetipo dell'Anima possa esercitare il suo influsso sulla vita di una donna solo attraverso gli uomini e le loro fatue proiezioni.
Apriamo questo libro: sulla sinistra troveremo 439 estratti da testi di Jung intorno all’Anima, sulla destra una sequenza di testi di Hillman che rispondono a Jung, ampliando il suo pensiero e talvolta contrapponendosi ad esso. È un gioco affascinante di canto e controcanto su una «nozione personificata» che è la «metafora radicale» della psicologia. Per Hillman, Anima è in certo modo il libro segreto, quello che innerva tutta la sua ricerca: «Guardandomi indietro, mi sembra che Anima sia stata alla base di tutto il mio lavoro». Ciò di cui si parla in questo libro è la fonte stessa della vita della psiche: «Il richiamo dell’anima è convincente; è una seduzione che porta alla fede psicologica, una fede nelle immagini e nel pensiero del cuore, che porta a un’animazione del mondo. Anima crea attaccamenti e legami. Ci fa innamorare. Non possiamo più rimanere osservatori distaccati che scrutano attraverso la lente». La prima edizione di Anima è del 1985, ma una versione più breve era apparsa su «Spring 1973» e «Spring 1974».
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