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martedì 18 settembre 2012

Olga a Belgrado - Irene Brin

Irene Brin dai mille nomi e dalle mille firme. Giornalista e scrittrice geniale e dimenticata. "Olga a Belgrado": 13 racconti e una guerra, quella jugoslava, vicina ma misconosciuta. Irene è a Belgrado nel 1941, doveva restarci pochi mesi e vi rimase due anni. Seguiva Gaspero, suo marito, e scriveva di pietre e solitudini, di donne spigolose, tragiche e di una lingua che non sa imparare. Vede città e persone e se ne nutre senza invadenza. Scrive per estasi, estetizzando. Sofisticata, anche troppo. A tratti faticosa e un po' contorta, ma di un acume rarissimo e di una grazia senza scappatoie.
mia_euridice

martedì 25 ottobre 2011

Le ansie carnivore del niente - Alejandro Jodorowsky

Ci sono libri che non trapassano. Restano cristallizzati nella celebrazione delle visioni che contengono o nel delirio di una storia che fagocita se stessa. E' questo il caso. Tre strani figuri con addosso cappelli, occhiali ed impermeabili, viaggiano lungo la dorsale cilena. Chi li incontra vede in loro ciò che più teme o ciò che più ama. Dalla TV, intanto, il Generale proclama e (s)parla al suo popolo come fosse un dio invasato e paranoico. Chi sono davvero quei tre? Qual è la loro missione? L'idea meritoria di criticare un regime attraverso la letteratura diventa così un videogame allucinato, compulsivo.

mia_euridice

venerdì 16 settembre 2011

Norwegian wood - Haruki Murakami

Educazione sentimentale. Ma anche umana ed emozionale. “Norwegian Wood” ovvero il diario intimo di Toru Watanabe che rivede se stesso 17 anni prima in un flash back lungo tutto il libro. Descrizioni incantevoli che si distendono lievi come dipinti, dialoghi toccanti e personaggi scolpiti con abilità e cura. C'è la sofferenza di crescere, la disperazione di non riuscire ad essere come si dovrebbe, la conquista di un equilibrio che, qualche volta, non lascia scampo, soprattutto quando si è giovani ed emotivamente incompiuti. “Norwegian Wood” non manca di nulla: c'è amore, amicizia, dolore, sesso, morte e musica. Ottima musica.


mia_euridice

venerdì 24 giugno 2011

Proibito parlare - Anna Politkovskaja

Una cronaca in senso puro: nitida, ferma, spietata. Così come i fatti che racconta. La Politkovsaja urla il suo bisogno di verità, quella che le autorità russe, troppo spesso, nascondono e seppelliscono nel silenzio e nella violenza. Al centro delle sue inchieste c'è, ovviamente, la Cecenia. Gli orrori delle stragi di una guerra che non risparmia nessuno, nemmeno i bambini, come è accaduto a Beslan, nemmeno le donne, come è accaduto nel teatro Dubrovka. Fa tutti i nomi, Anna. Li aveva già fatti attraverso il giornale per cui lavorava e proprio per questo, il 7 ottobre 2006, è stata uccisa.

mia_euridice

mercoledì 8 giugno 2011

Nel mare ci sono i coccodrilli - Fabio Geda


Enaiatollah è un ragazzino afgano. Un hazara: etnia d'origine mongola considerata inferiore. Suo padre viene ucciso. Sua madre lo conduce in Pakistan e decide di lasciarlo facendosi promettere che avrebbe fatto di tutto per diventare un uomo per bene. Così inizia l'avventura drammatica e nel contempo straordinaria di Enaiatollah. Un viaggio lungo tanti chilometri e tanto tempo che lo conduce a sfiorare la morte, a conoscere la fame, la solitudine, la violenza. Iran, Turchia, Grecia ed infine l'Italia, raggiunta per caso come clandestino stipato in un camion. Una storia che somiglia a quella di tanti altri immigrati, qui meravigliosamente narrata.

mia_euridice

domenica 22 maggio 2011

Morte dell'inquisitore - Leonardo Sciascia

Questa è la storia di un inquisitore morto ammazzato. Si tratta di casi storici rarissimi e Sciascia ne ricostruisce uno avvenuto in Sicilia, lì dove l'Inquisizione ha portato sul rogo almeno 234 persone in poco più di tre secoli. Siamo nel '600, fra Diego La Matina è un agostiniano arrestato varie volte per eresia. Nel 1657 venne condotto in ceppi davanti all'inquisitore in visita per torturarlo ed ottenere improbabili confessioni, fra Diego colpì e cercò di strangolare monsignor Giovanni Lopez de Cisneros. L'inquisitore morì qualche giorno dopo. Fra Diego l'anno successivo, arso vivo, al centro di uno spettacolo di piazza.

mia_euridice

martedì 22 marzo 2011

Si addormentò con la morte vicina

Si addormentò con la morte vicina , si tenevamo per mano.
Non era scura e neppure gelida la morte, era di veli bianchi vestita,
portava in grembo una spiga di grano e papaveri nei capelli.
Si addormentò con la morte vicina , si tenevamo per mano.
Non aveva paura sapeva che quando si sarebbe risvegliata, se mai si fosse risvegliata, sarebbe stata un’altra donna. Non aveva importanza in che epoca, anno, giorno lei non era più il passato, non aveva ricordi ma un nuovo inizio.
Si addormentò con la morte vicina , si tenevamo per mano.
Ma quando aprì gli occhi sul soffitto bianco e l’ago nel braccio capì che era ancora lei, lei con i suoi ricordi con il suo passato, con la sua vita di sempre.
Si addormentò con morte la vicina , si tenevamo per mano.
E quando con i polsi legati alla vita si arrese, capì che la morte l’aveva tradita
E pianse lacrime senza dolore.